Il Manhattan è uno dei cocktail più antichi e prestigiosi. La leggenda lo colloca al Manhattan Club di New York nel 1870, creato per un banchetto organizzato dalla madre di Winston Churchill.
Questa leggenda è stata smentita dagli storici (Jennie Jerome era in Inghilterra all'epoca), ma il cocktail è sicuramente nato nell'area di Manhattan negli anni '70 dell'800. La prima ricetta stampata appare nel 1882 nel "Bartender's Manual" di Harry Johnson — lo stesso libro che documenta il Tuxedo.
La Struttura Perfetta
Il Manhattan è il capostipite dei cocktail "stirred, spirit-forward": whiskey (Rye o Bourbon), Vermouth Rosso e Angostura Bitter, mescolati in mixing glass e serviti in coppetta. Il rapporto classico è 2:1 (whiskey:vermouth), ma le varianti vanno dal "dry" (tutto vermouth dry) al "perfect" (metà rosso, metà dry). La scelta del whiskey cambia radicalmente il carattere: Rye per un Manhattan secco e speziato, Bourbon per uno più dolce e rotondo.
L'Importanza del Vermouth
Il Vermouth è il 33% del drink — non può essere trascurato. Vermouth di qualità (Carpano Antica Formula, Cocchi Vermouth di Torino, Dolin Rouge) trasformano il Manhattan da buono a eccezionale. Regola d'oro: il Vermouth aperto va conservato in frigorifero e consumato entro 4-6 settimane.
Varianti Celebri
Rob Roy: Manhattan con Scotch Whisky — profilo più affumicato e maltato. Vieux Carré: specialità di New Orleans con Rye, Cognac, Vermouth, Bénédictine e bitter — uno dei cocktail più complessi mai creati. Black Manhattan: Averna al posto del Vermouth Rosso — più amaro e denso.
- 5 cl Rye Whiskey o Bourbon
- 2 cl Vermouth Rosso
- 1 dash Angostura Bitter
© 1870 · New York City — Copyright BAD.S · Simone Serra · Barman A Domicilio Sardegna